Su HTML Email Builders
Chi deve disegnare un'email senza scrivere codice trova il punto di partenza più sensato in Stripo: il piano gratuito non ha scadenza e il piano Basic costa 20 US$ al mese. Chi lavora direttamente nel codice guarda a MJML o Maizzle, che si installano in casa senza un abbonamento da pagare. Questo sito confronta gli strumenti con cui si disegnano, si scrivono in codice, si incorporano nelle proprie applicazioni e si collaudano le email HTML, più i servizi che le spediscono. Il sito è curato da Mara Levin, uno pseudonimo per la redazione, e il metodo che sta dietro a ogni pagina è descritto in How we evaluate (in inglese).
Chi cura il sito
Redazione, pseudonimo
Mara Levin è un pseudonimo per la redazione del sito, e il monogramma qui sopra è una sigla, non una fotografia. Il nome indica un metodo di lavoro preciso, che questa pagina descrive per intero: leggere le pagine dei prezzi, la documentazione e i registri delle modifiche dei fornitori; ricontrollare ogni cifra alla data indicata nella riga d'autore; salvare una schermata della pagina pubblica dei prezzi nel giorno della lettura; scrivere il confronto a partire da ciò che quelle fonti dicono.
Il nome non rimanda ad anni di esperienza nel settore, a precedenti datori di lavoro, a certificazioni o a campagne inviate con i prodotti recensiti, e nessuna pagina afferma nulla del genere. Quando un'affermazione poggia sulla documentazione di un fornitore, accanto trovi il collegamento a quella documentazione. Quando un fornitore non pubblica un prezzo, la pagina scrive «prezzo su richiesta» e rimanda al fornitore, senza buttare lì una cifra.
Perché esiste il sito
Far arrivare un'email HTML identica a se stessa in tutti i programmi di posta è notoriamente faticoso. Outlook per Windows disegna il messaggio con il motore di Word, Gmail ignora alcune proprietà CSS, e decine di altri client interpretano il markup ciascuno a modo suo. Chi deve scegliere uno strumento si ritrova davanti a molti prodotti che promettono la stessa cosa con parole diverse.
Il lavoro del sito è separare quella confusione in domande concrete: quanto costa ogni strumento, che cosa include, come si porta fuori il lavoro già fatto e per quale tipo di team ha senso. Chi ragiona in codice, chi vuole un editor visuale e chi ha un'ora a settimana da dedicare alla newsletter non cerca la stessa cosa, e le pagine sono organizzate di conseguenza.
Che cosa copre il sito
- Editor visuali e collaborativi - Stripo, Beefree, Topol e Chamaileon, messi a confronto su limiti dei piani, formati di esportazione e funzioni per i team
- Strumenti basati sul codice - MJML, Maizzle e React Email, dove contano la fase di compilazione, il supporto dei client su caniemail.com e il modo in cui il risultato arriva a chi spedisce
- Editor da incorporare - come Unlayer, che i team di prodotto inseriscono dentro la propria applicazione
- Collaudo e anteprime - Litmus, Email on Acid e Parcel, confrontati su ciò che ogni controllo comprende davvero
- Servizi di invio - per chi, una volta pronto il messaggio, deve decidere chi lo recapita: Loops e Plunk, confrontati sulla base con cui si paga
| Strumento | Tipo | Prezzo di partenza | Limite da sapere |
|---|---|---|---|
| MJML | Linguaggio a marcatori che genera HTML | Nessun piano a pagamento; si installa in casa (self-hosted) | Compilazione e test restano a carico del team |
| Maizzle | Framework per email scritte in codice | Nessun piano a pagamento; self-hosted | Richiede competenze di sviluppo |
| React Email | Componenti scritti in React | Prezzo su richiesta | Pensato per chi già lavora con React |
| Stripo | Editor visuale | Piano Free senza scadenza; Basic 20 US$ al mese (fatturazione mensile) | Il piano gratuito è più limitato dei piani a pagamento |
| Beefree | Editor visuale | Starter gratuito: fino a 10 progetti e 6 esportazioni al mese; Professional 30 US$ al mese | Le esportazioni sono il vincolo del piano gratuito |
| Topol | Editor basato su utenti | Startup 70 US$ al mese (50 utenti prepagati) | Il costo cresce con il numero di utenti prepagati |
| Chamaileon | Sistema di design per email aziendali | 400 US$ al mese, tariffa di partenza | Nessun piano gratuito |
| Unlayer | Editor da incorporare nell'app | Primo piano a pagamento da 250 US$ al mese, con 1 TB di banda | Esiste un piano gratuito; i suoi limiti non sono descritti nella pagina dei prezzi |
| Email on Acid | Collaudo delle anteprime | Basic 99 US$ al mese (1.000 anteprime) | Nessun piano gratuito |
| Litmus | Collaudo delle anteprime | Prezzo su richiesta | Il listino non è pubblico |
| Parcel | Ambiente di codice per team | Piano Code gratuito; 29 US$ al mese per utente per le email di produzione | Il costo cresce con ogni utente |
| Loops | Servizio di invio basato sui contatti | Gratis entro 4.000 invii in 30 giorni; 99 US$ al mese (Growing Audience) | Il piano gratuito vale solo per i 1.000 contatti più recenti |
| Plunk | Servizio di invio basato sulle email | Gratis fino a 1.000 email al mese; poi 0,001 US$ per email | Le email del piano gratuito mostrano il marchio Plunk |
Come nasce una pagina
Si parte dalle pagine del fornitore: quella dei prezzi, la documentazione della funzione in esame e, se un limite è cambiato, il registro delle modifiche. Cifre e nomi dei piani vengono copiati da lì insieme all'indirizzo della fonte, e accanto si conserva una schermata datata della pagina dei prezzi, così chi legge vede ciò che ha visto chi scrive. Le affermazioni su CSS, modalità scura o accessibilità si appoggiano a caniemail.com o ai documenti W3C e WCAG da cui derivano; un client che in quei dati non compare non viene descritto.
Poi la scrittura separa ciò che dichiara il fornitore da ciò che giudica la redazione. «Il piano Basic costa 20 US$ al mese» è un fatto con il suo collegamento; «è più adatto a un piccolo team di marketing che a un'agenzia» è un giudizio, e il paragrafo spiega perché. I confronti tra due strumenti si chiudono con un'indicazione su chi dovrebbe scegliere quale, non con un punteggio: il sito non pubblica stelle, numeri di recensioni né testimonianze di clienti.
Una pagina va online solo dopo che l'elenco delle fonti è completo, ed è il motivo per cui alcuni strumenti molto noti risultano ancora in lavorazione. Ogni cifra che al momento della pubblicazione non si è potuta verificare viene sostituita da un rimando alle pagine ufficiali del fornitore. Chi trova un numero o una certificazione senza una fonte recente deve trattarlo con cautela.
I criteri con cui leggiamo uno strumento
Cinque domande tornano in quasi ogni pagina, ma il peso cambia con il pubblico: per chi scrive il codice a mano conta più la compilazione che il trascinamento dei blocchi, per un marketer vale l'opposto.
- Compatibilità tra client - che cosa il fornitore dichiara su Outlook, Gmail e modalità scura, confrontato con i dati pubblici di caniemail.com quando la proprietà in questione ne ha
- Facilità d'uso - quanti passi la guida iniziale del fornitore richiede tra la registrazione e il primo messaggio, e se serve scrivere codice
- Funzioni - che cosa è incluso nel piano, che cosa è un componente a parte e che cosa manca del tutto
- Prezzi - la cifra, ma anche l'unità su cui si paga (utenti, email, contatti, esportazioni) e il punto in cui scatta il gradino successivo
- Integrazione - come il lavoro entra ed esce dallo strumento: esportazione HTML, collegamento con il servizio di invio, API, connessioni già pronte
Come leggiamo il supporto CSS
Per sapere se una proprietà funziona in un certo programma di posta ci si affida a caniemail.com, che riporta il supporto client per client con note a margine. Una proprietà supportata da Apple Mail ma non da Outlook per Windows è un caso comune, e la pagina lo scrive con il nome del client, non con un generico «alcuni programmi». Quando i dati sono parziali o discordi, lo diciamo e rimandiamo alla scheda di caniemail.com; quando la proprietà non è schedata, non la descriviamo. Lo stesso vale per le promesse di un fornitore sul «rendering perfetto»: le riportiamo come promesse, con la fonte, non come risultato.
Come leggiamo i prezzi
L'unità di misura pesa quanto la cifra. Plunk concede 1.000 email al mese gratis e poi chiede 0,001 US$ per ogni email, con un tetto di spesa mensile nel piano a consumo. Loops funziona sui contatti: il piano gratuito copre fino a 4.000 invii in 30 giorni verso i 1.000 contatti più recenti, mentre il piano Growing Audience costa 99 US$ al mese e include invii illimitati agli iscritti. Stripo e Beefree misurano invece il lavoro di progettazione, con progetti ed esportazioni, mentre Parcel conta gli utenti.
Per questo due prodotti con un prezzo di partenza simile possono costare in modo molto diverso con la stessa lista, ed è il motivo per cui i confronti fanno il conto su un volume di esempio e mostrano l'operazione, invece di fermarsi alla cifra in vetrina. Tutti gli importi sono in dollari statunitensi, come sulle pagine dei fornitori, senza conversione in euro: il cambio e l'IVA sono a carico di chi compra.
| Email al mese | Plunk | Loops |
|---|---|---|
| 1.000 email | 0 US$, nel piano Free forever (1.000 email al mese) | 0 US$, nel piano Early Stage, se gli invii restano entro 4.000 in 30 giorni verso i 1.000 contatti più recenti |
| 10.000 email | 9 US$: 9.000 email oltre il gratuito × 0,001 US$ | 99 US$ al mese, piano Growing Audience |
| 40.000 email | 39 US$: 39.000 email oltre il gratuito × 0,001 US$ | 99 US$ al mese, piano Growing Audience |
Che cosa annotiamo per ogni listino
Davanti alla pagina dei prezzi di un fornitore si segnano sempre le stesse voci: il nome esatto del piano, l'unità su cui si paga, il tetto incluso, se la cifra mostrata vale con fatturazione mensile o annuale, che cosa accade quando si supera il tetto e quali funzioni stanno solo nei piani più alti. Se una di queste voci non compare sulla pagina, nella nostra pagina resta vuota e la dichiariamo vuota, invece di riempirla con quello che «di solito» fanno i concorrenti.
Un conto d'esempio
Prendi una newsletter che invia 10.000 email al mese. Su Plunk il piano gratuito copre le prime 1.000, e le restanti 9.000 costano 9 US$ a 0,001 US$ l'una. Su Loops, con più di 1.000 contatti il piano gratuito non copre più l'intera lista, e la cifra sale a 99 US$ al mese nel piano Growing Audience. La stessa lista, dunque, costa poco su un servizio a consumo e molto di più su un servizio a contatti, a meno che il numero di invii non resti basso. Ecco perché un confronto serio non indica «il più economico» in astratto, ma il più economico per una lista e un ritmo di invio dichiarati.
Chi sceglie che cosa
La tabella che segue traduce le schede in una decisione. Non è una classifica: ogni riga risponde a un bisogno diverso, e la colonna «perché» dice il motivo, così da poter contestare la scelta con i propri dati.
| Se ti serve | Scegli | Perché | Prezzo di riferimento |
|---|---|---|---|
| Scrivere email in codice con una compilazione controllata | MJML o Maizzle | Si installano in casa, senza abbonamento, e il risultato resta nel repository del progetto | Nessun piano a pagamento |
| Un editor visuale per il marketing, senza codice | Stripo | Il piano gratuito non ha scadenza, e il passaggio al piano Basic è graduale | Basic 20 US$ al mese |
| Un editor visuale con esportazioni frequenti | Beefree, con verifica del piano | Lo Starter gratuito ha un tetto di 6 esportazioni al mese, quindi il volume va stimato prima | Professional 30 US$ al mese |
| Un editor dentro la propria applicazione | Unlayer | È progettato per essere incorporato dai team di prodotto | Da 250 US$ al mese |
| Collaudare le anteprime nei client | Email on Acid, oppure Litmus | Email on Acid pubblica il listino; per Litmus il prezzo si chiede al fornitore | Email on Acid Basic 99 US$ al mese; Litmus su richiesta |
| Un invio a basso volume senza spesa iniziale | Plunk, oppure Loops | Plunk si paga per email, Loops per contatti: la scelta dipende dalla lista | Piano gratuito di Plunk fino a 1.000 email; Loops gratis entro i limiti del suo piano |
| Un team tecnico che condivide il lavoro sul codice | Parcel | Il piano Code è gratuito per chi scrive il codice; il costo si attiva per le email di produzione | 29 US$ al mese per utente |
Setup e migrazione
Passare da un editor a un altro, o dal codice a un editor visuale, è il momento in cui si perdono più cose. Questa lista riguarda i passaggi che ricorrono in quasi tutti i casi e serve a non dimenticare nulla quando si cambia strumento.
| Passo | Che cosa fare | Controllo |
|---|---|---|
| 1. Scegli il formato di lavoro | Decidi se i modelli resteranno in codice o nell'editor visuale, e chi li modifica | Una sola persona è responsabile di ogni modello |
| 2. Esporta il lavoro esistente | Scarica l'HTML e le immagini dal vecchio strumento, dove l'esportazione è prevista dal piano | Il file si apre in un browser senza errori evidenti |
| 3. Verifica link e tracciamenti | Controlla gli URL dei pulsanti e le variabili di personalizzazione dopo l'importazione | Ogni link porta alla pagina prevista |
| 4. Collauda nei client principali | Usa un servizio di anteprime, oppure invia a indirizzi di prova su Outlook, Gmail e Apple Mail | Il layout regge in tutti i client scelti |
| 5. Collega il servizio di invio | Configura il dominio, l'autenticazione dei messaggi e il tetto di spesa, se il piano lo prevede | I messaggi di prova non finiscono nello spam |
| 6. Invia una prova interna | Spedisci una copia a un gruppo ristretto prima della campagna vera | Il messaggio arriva con oggetto e mittente corretti |
Che cosa evitiamo di proposito
- Non apriamo account di prova e non misuriamo il rendering nei programmi di posta: ciò che scriviamo sul supporto CSS viene dalla documentazione del fornitore o da caniemail.com.
- Non pubblichiamo punteggi, stelle, medie di recensioni né frasi attribuite a clienti.
- Non inventiamo statistiche di apertura o di conversione e non promettiamo risultati che nessuna fonte sostiene.
- Non mettiamo in classifica uno strumento per un pubblico che non può servire: un servizio di sola API non diventa adatto a chi non scrive codice solo perché compare in una pagina rivolta ai marketer.
- Non usiamo superlativi nudi: «il migliore» compare soltanto con il suo criterio, ad esempio «il meno caro per 10.000 email al mese secondo il listino del 7 ottobre 2026», e mai da solo in un titolo o in una descrizione.
- Non stimiamo il prezzo di chi lavora su preventivo: indichiamo che è su richiesta e rimandiamo alla sua pagina.
I tipi di pagina
Il sito ha tre formati. I confronti a due affrontano una decisione precisa tra due prodotti, con tabella, costo su un volume di esempio e indicazioni del tipo «scegli il primo se, il secondo se». Le pagine per pubblico partono da chi legge, ad esempio uno sviluppatore che deve scegliere il framework, e propongono una rosa di strumenti con la ragione di ciascuno. Le guide del blog spiegano un tema di fondo, come il CSS nelle email o la modalità scura, senza ruotare attorno a un singolo fornitore. Ogni pagina rimanda alle altre quando il tema si sovrappone.
Da dove cominciare
Chi scrive il markup a mano può partire dal confronto MJML contro React Email e dalla pagina per sviluppatori. Chi deve scegliere un servizio di anteprime trova Litmus contro Email on Acid. Chi parte con poco budget guarda la pagina per team con budget ridotto. E chi non sa ancora che cosa gli serve può passare dalla guida Come scegliere uno strumento email, che riduce le opzioni a due o tre.
Come trattiamo i link esterni
I collegamenti verso i fornitori portano alla pagina che regge l'affermazione, non alla home: la pagina dei prezzi per una cifra, la guida per una funzione. I link sono semplici riferimenti e non producono alcun vantaggio per il sito. Se un indirizzo smette di funzionare, la segnalazione ci arriva dalla pagina dei contatti e l'affermazione che vi poggiava viene rivista.
Le pagine in italiano
Le pagine in italiano poggiano sulle stesse fonti di quelle in inglese e riportano le stesse cifre. Se una cifra non coincide con quella della pagina del fornitore, fa fede la pagina del fornitore: segnalacelo e la correggiamo, spostando la data della verifica.
I limiti del nostro metodo
Leggere le pagine pubbliche ha un tetto. Non vediamo gli sconti concordati con un commerciale, i listini riservati a chi accede con un account, né le funzioni che compaiono solo dopo la registrazione. La documentazione può restare indietro rispetto al prodotto, e a volte la pagina dei prezzi e la guida non dicono la stessa cosa: in quel caso riportiamo entrambe le versioni e la data in cui le abbiamo lette. Su sicurezza, sede dei dati e conformità al GDPR scriviamo soltanto ciò che il fornitore dichiara per iscritto, con il collegamento, perché non verifichiamo né certifichiamo nulla di tutto questo.
Come leggere le date
Ogni pagina con cifre riporta una data di aggiornamento nella riga d'autore e, dove c'è una schermata, una data nella didascalia. Se le due date coincidono, il listino è stato riletto in quel giorno. Le cifre di questo sito sono state lette il 7 ottobre 2026. Se la data è lontana e il fornitore cambia spesso i piani, conviene aprire la sua pagina dei prezzi prima di decidere: il nostro confronto è un punto di partenza, e lo scriviamo come tale.
Correzioni
I fornitori cambiano i piani senza preavviso e la redazione, ogni tanto, sbaglia. Se trovi un prezzo, un limite o un'affermazione che non corrisponde alla pagina del fornitore, mandaci l'indirizzo della pagina e la fonte tramite la pagina dei contatti. Una correzione confermata si applica sulla pagina stessa, e la data nella riga d'autore e nella didascalia della schermata passa al giorno del controllo, così chi legge distingue una lettura vecchia da una nuova. La pagina non viene riscritta di nascosto per far sparire la versione precedente dell'affermazione.
Come restare aggiornati
Il mercato degli editor di email cambia di continuo. Una pagina viene rivista quando un fornitore modifica un piano o quando una segnalazione lo richiede, e la data nella riga d'autore indica l'ultimo controllo. Per i nuovi confronti e le guide guarda il blog.
Contatti
Domande, correzioni e segnalazioni dei fornitori passano dalla pagina dei contatti. Per l'elenco completo di ciò che viene controllato e in che modo c'è How we evaluate, in inglese. Le voci legali e di sicurezza cambiano da fornitore a fornitore e nel tempo: vanno lette come punto di partenza per una verifica tua, non come una nostra certificazione.
Domande frequenti
Avete provato ogni strumento che compare sul sito?
No. Leggiamo pagine dei prezzi, documentazione e registri delle modifiche, ma non apriamo account di prova e non misuriamo il rendering. Dove la documentazione è scarsa, la pagina lo scrive.
Si può pagare per comparire più in alto?
Le posizioni nelle tabelle dipendono dai criteri scritti in questa pagina, non da un accordo commerciale con il fornitore. Se una scelta non ti convince, controlla la cifra sulla pagina del fornitore indicata accanto.
Perché i prezzi sono in dollari?
Perché i fornitori pubblicano il listino in dollari statunitensi, e convertirlo in euro darebbe una cifra che nessuna pagina ufficiale riporta. Il cambio e le imposte dipendono da dove e come paghi.
Ogni quanto ricontrollate i prezzi?
Non c'è un calendario fisso. Una pagina viene riletta quando un fornitore cambia un piano, quando arriva una segnalazione o quando si riscrive la pagina stessa, e la data nella riga d'autore dice quando è successo l'ultima volta.
Quale strumento scelgo se scrivo il codice delle email a mano?
MJML e Maizzle sono i punti di partenza più diretti, perché si installano in casa senza abbonamento e producono HTML da un sorgente controllato. React Email è la scelta naturale se il team lavora già con React. Il costo reale sarà quello del servizio di invio, che va valutato a parte.
Posso proporre uno strumento da aggiungere?
Sì, dalla pagina dei contatti. Serve l'indirizzo del sito del fornitore e una riga su chi lo usa e per che cosa: lo strumento entra nell'elenco solo quando le sue pagine pubbliche bastano a verificare prezzi e limiti.
Mara Levin è una persona reale?
È lo pseudonimo della redazione. Il nome sta per il metodo descritto in questa pagina, non per un curriculum, e nessun testo vi attribuisce esperienze personali con i prodotti recensiti.